Il trattamento chirurgico della tiroide: quando è necessario?

Il trattamento chirurgico della tiroide: quando è necessario?


23/11/2018

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Il trattamento chirurgico della tiroide

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L’intervento chirurgico sulla tiroide, chiamato tiroidectomia, viene effettuato in anestesia generale e può prevedere l’asportazione completa (tiroidectomia totale) o parziale (emitiroidectomia) della ghiandola. Al termine dell’intervento il paziente può essere ricoverato per uno/due giorni e il dolore postoperatorio è generalmente modesto e ben tollerato. L’eventuale terapia con ormoni tiroidei, detta terapia sostitutiva, viene stabilita in base alla tipologia di intervento realizzato e viene iniziata nei giorni successivi. Per esempio, nel caso di tiroidectomia totale è necessaria l’assunzione di ormoni tiroidei per tutta la vita.

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L’intervento chirurgico della tiroide può essere previsto in vari casi:

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  • intervento chirurgico in caso di cancro alla tiroide

    In generale, tutti i pazienti con cancro alla tiroide devono essere seguiti da un team multidisciplinare, al fine di dare loro la migliore possibilità di cura e di evitare complicazioni inutili a causa di un intervento chirurgico troppo esteso. Attualmente, la tiroidectomia totale è generalmente raccomandata per tumori papillari della tiroide > 1 cm. Per il carcinoma papillare della tiroide, l'entità dell'intervento chirurgico è tuttora oggetto di dibattito, a causa del particolare rapporto rischio-beneficio della procedura. Infatti, la rimozione di più linfonodi potrebbe ridurre il rischio di recidiva, in particolare nei pazienti ad alto rischio, ma aumentare il rischio di complicanze. Pertanto, la necessità di operare deve essere valutata anche in base all'aggressività del tumore prima dell'intervento.     

  • intervento chirurgico in caso di gozzo o ipotiroidismo

    L’intervento può essere comunque previsto anche in caso di gozzo multinodulare in accrescimento, quando le dimensioni della ghiandola sono elevate e il paziente accusa disturbi compressivi a carico degli organi vicini, come senso difficolta a respirare o deglutire e/o abbassamento del tono di voce. Inoltre, quando l'ipertiroidismo non può essere trattato o quando il trattamento non può essere proseguito più a lungo (per varie ragioni, come la scelta del paziente o l'intolleranza al farmaco, per esempio) viene solitamente proposto un trattamento più radicale.

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Complicazioni del trattamento chirurgico
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Le complicazioni della chirurgia sono diventate molto basse. Tuttavia, possono essere principalmente: emorragia, paralisi delle corde vocali e ipocalcemia postoperatoria. Il più delle volte, il sanguinamento postoperatorio si verifica entro le prime 6 ore dopo l'intervento chirurgico, per questo nei paesi europei, di solito si consiglia un pernottamento in ospedale dopo l’intervento di tiroidectomia.

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Per quanto riguarda le lesioni delle corde vocali, nella maggior parte dei casi queste sono dovute all'allungamento del nervo laringeo ricorrente, ma è importante sottolineare che adottando le adeguate misure di sicurezza, il rischio di una paralisi delle corde vocali dovrebbe essere molto vicino allo 0% e, comunque, una loro lesione si può rigenerare nel tempo grazie a nuovi ed efficaci approcci.

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Infine, l'ipocalcemia, una importante complicanza dopo l'intervento chirurgico alla tiroide quasi poste ai lati della tiroide, ma possono trovarsi anche in posizioni abbastanza variabili. Durante l'intervento è essenziale mantenerle in posizione e mantenerne intatta la circolazione sanguigna per evitare lo stato di ipocalcemia conseguente. Questo è caratterizzato da formicolio al livello dei piccoli muscoli della bocca e laringospasmo. Il trattamento dell'ipocalcemia transitoria rimane facile con calcio orale e vitamina D attiva.



Bibliografia

Fortuny JV et al. Surgery of the thyroid: recent developments and perspective. Swiss Med Wkly. 2015 Jul 28;145:w14144. 



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