Diagnosi delle malattie tiroidee

Diagnosi delle malattie tiroidee


24/10/2018

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Le malattie tiroidee sono tra quelle in assoluto più frequenti in Italia, e la loro diffusione pare essere in aumento.

Uno dei primi esami diagnostici che può essere effettuato per capire se si è affetti da un disordine tiroideo è quello della palpazione. In questi casi, il medico effettua delle semplici manovre con le mani nella parte anteriore del collo per verificare eventuali anomalie strutturali della ghiandola. Con la palpazione, infatti, vengono valutati il volume, la consistenza e la presenza di noduli. Tuttavia, questo esame risulta adeguato solo se la tiroide ha subito notevoli cambiamenti strutturali, come un aumento di volume.

Il test più accurato per la diagnosi dei disturbi tiroidei, invece, è un semplice esame del sangue che serve per valutare il livello dell’ormone tireostimolante o TSH, ossia l’ormone che regola la funzionalità della tiroide: se i livelli di questo ormone sono alti si è in presenza di ipotiroidismo, se sono bassi di ipertiroidismo. Questo test è molto accurato ed è in grado di rilevare una disfunzione tiroidea sin dalle sue fasi più precoci. Oltre al livello di TSH, può essere effettuato anche un dosaggio specifico delle frazioni libere di triiodotironina (FT3) e della tiroxina (FT4) presenti nel sangue.

Diagnosi di ipotiroidismo
La diagnosi di ipotiroidismo si può fare con il solo dosaggio del TSH. Questo valore, infatti, comincia a innalzarsi quando gli ormoni tiroidei sono ancora normali; è dunque l’indice più affidabile che permette di diagnosticare anche le forme iniziali di ipotiroidismo. Solo nel raro caso di ipotiroidismo legato a malfunzionamento dell’ipofisi, il TSH da solo non potrà costituire un elemento di diagnosi e faranno testo i valori di FT4.

Diagnosi di ipertiroidismo
Nei casi di ipertiroidismo l’ormone TSH si abbasserà precocemente anche in caso di innalzamenti non percepibili di altri ormoni tiroidei. Il valore del TSH raggiungerà comunque rapidamente livelli talmente bassi da non poter essere rilevati, pertanto per capire la gravità dell’ipertiroidismo è importante eseguire anche il dosaggio delle frazioni libere deli ormoni, soprattutto dell’FT3. In presenza di noduli palpabili o per avere una certezza diagnostica, il medico può prescrivere anche un’ecografia o una scintigrafia, quest’ultima normalmente solo se i livelli di TSH sono molto bassi o se si è in presenza di più noduli.

L’agoaspirato, infine, può essere richiesto per individuare la natura (benigna/maligna) di un nodulo tiroideo.     

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Bibliografia
Linee guida per la gestione della patologia tiroidea – anno 2010 Az USL Imola
http://www.associazionemediciendocrinologi.it/materiali/linee_guida/download_file_190403886.pdf 


paziente, caregiver, maschio, femmina, ipotiroideo, ipertiroideo, in gravidanza, non in gravidanza, <18, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65+