I noduli tiroidei maligni: diagnosi e trattamento

I noduli tiroidei maligni: diagnosi e trattamento


25/09/2018

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I noduli tiroidei maligni

I noduli tiroidei maligni si verificano solo nell’1% dei casi. La maggior parte dei noduli tiroidei maligni sono carcinomi tiroidei (90%) e sono costituiti da tumori che partono dalla cellula follicolare, che è la cellula tipica della tiroide. Questi carcinomi sono definiti carcinomi papillari (nel 70-80% dei casi) e carcinomi follicolari (nel 10-20% dei casi); essi sono normalmente chiamati carcinomi differenziati della tiroide. Raramente (nel 4-5% dei casi) la tiroide è sede di carcinomi che non partono da cellule tiroidee (i carcinomi midollari). Raramente (4-5%), inoltre, la tiroide è sede di tumori indifferenziati.


Qual è la prognosi di questi tumori?

La prognosi dei carcinomi tiroidei differenziati, in particolare del carcinoma papillare, è eccezionalmente buona, vicina al 100% di guarigione. Non così ottimistica è la prognosi del carcinoma midollare, che comunque resta molto buona soprattutto con una corretta diagnosi pre-operatoria. Il carcinoma indifferenziato ha una prognosi, purtroppo, molto peggiore.


Qual è l’esame principale per la diagnosi di carcinoma tiroideo?

L’esame principale è l’agoaspirato con ago sottile; in caso di dubbio di carcinoma midollare si esegue il dosaggio della calcitonina, un marcatore di eccezionale utilità per questo tipo di carcinoma. In circa il 5% dei casi l’agoaspirato deve essere ripetuto, poiché è stato aspirato solo sangue. Negli altri casi la risposta è di nodulo benigno (70-80%) oppure di carcinoma papillare (circa 2-6%). Nei rimanenti casi la risposta invece può essere di incertezza: si tratta delle risposte indicative di neoplasia microfollicolare o dei noduli a cellule di Hürtle. In questi noduli la diagnosi definitiva può essere solo istologica, cioè sul tessuto asportato chirurgicamente. Alcuni marcatori di superficie (beta-galectina e HBME) e l’analisi della mutazione di alcuni protoncogeni (per esempio BRAF) eseguita sugli agoaspirati possono essere d’aiuto in casi selezionati, a giudizio dello specialista.




Che cosa farà il medico quando sarà fatta la diagnosi di carcinoma papillare?

Il medico concorderà l’intervento chirurgico, che consisterà nell'asportazione della tiroide. Dopo l’intervento chirurgico verrà eseguito l’esame istologico, che consentirà di confermare la diagnosi e soprattutto di specificare meglio il tipo istologico e l’estensione del nodulo tiroideo. Sarà l’esame istologico a suggerire la necessità o meno della terapia con lo iodio 131. In caso di carcinoma tiroideo il medico somministrerà una dose di ormoni che è un po’ più alta di quella prescritta comunemente nell’ipotiroidismo. Lo scopo della terapia con L-tiroxina è non solo sostituire la funzione tiroidea ma anche abbassare il più possibile il TSH, che potrebbe costituire uno stimolo alla crescita di residui di malattia.



Bibliografia



  • Cooper DS, et al. The American Thyroid Association (ATA) Guidelines Taskforce on Thyroid Nodules and Differentiated Thyroid Cancer. Thyroid. 2009 Nov;19(11):1167-214.


paziente, caregiver, maschio, femmina, ipotiroideo, ipertiroideo, in gravidanza, non in gravidanza, <18, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65+