L’alimentazione per il benessere della tiroide: il ruolo centrale di iodio e selenio

L’alimentazione per il benessere della tiroide: il ruolo centrale di iodio e selenio


07/01/2019

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Il Ministero della Salute, da diversi anni, promuove l’importanza di assumere iodio e selenio al fine di prevenire i disturbi della tiroide associati alla carenza nutrizionale di questi due microelementi essenziali. Lo iodio contribuisce alla corretta produzione degli ormoni della tiroide, il selenio riveste un ruolo importante nel corretto metabolismo della ghiandola. Apporti non adeguati di iodio e selenio possono influire negativamente sullo stato di salute della tiroide, con aumento del rischio di formazione di noduli, gozzo o insorgenza di ipo- e iper-tiroidismo.   Iodio e selenio sono presenti in natura e possono essere assimilati tramite una corretta alimentazione, vediamo insieme dove trovarli e quanto assumerne.  

Lo iodio

La quantità di iodio giornaliera raccomandata è di 150 microgrammi al giorno nell’adulto e di circa 200-300 microgrammi al giorno nelle donne in stato di gravidanza o allattamento, condizioni in cui il fabbisogno di iodio aumenta per garantire il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto. Lo iodio si trova in vari alimenti, ed in particolare in:

  • Formaggio, latte e yogurt
  • Uova
  • Pesce, alghe e molluschi
  • Fagioli, spinaci, zucchine


Il contenuto di iodio della maggior parte delle fonti alimentari, infatti, è basso e la maggior parte degli alimenti fornisce circa 3-75 mg per porzione, contenuto che può essere influenzato dal tipo di suolo, dall'irrigazione e dai fertilizzanti. Solo i frutti di mare e alcuni alimenti confezionati/trasformati hanno alte concentrazioni di iodio; i primi grazie alla loro capacità di concentrare lo iodio dall'acqua di mare, e i secondi grazie all'aggiunta di sale iodato o additivi che contengono iodio, come iodato di calcio, iodato di potassio e ioduro rameoso. Per questo, il programma di legge (legge n.55/2005) in tema di “iodioprofilassi” ha introdotto l’impiego del sale iodato al posto del comune sale da cucina per raggiungere la dose giornaliera raccomandata.


Il Selenio

Oltre allo iodio, il selenio, il ferro, lo zinco e il calcio sono coinvolti nel controllo del benessere della tiroide. Infatti, sia l’eccesso che le carenze di questi oligoelementi alterano la funzione tiroidea, indicando la necessità di mantenere un adeguato equilibrio tramite la dieta o l’integrazione alimentare.   La tiroide, in particolare, è il distretto umano a maggiore concentrazione di selenio grazie alla presenza delle selenoproteine dove viene incorporato e svolge un ruolo chiave sia nella produzione degli ormoni tiroidei che come antiossidante. Il selenio è disponibile in natura sotto diverse forme, ma è come “seleniometionina” che è assorbito nell’intestino. Le principali fonti di seleniometionina sono:

  • la frutta
  • la verdura
  • i cereali  


Invece, il selenio si trova come tale in quasi tutti i cibi (carne, pesce, pasta, riso, pane e cereali) e, così come per lo iodio, la quantità di selenio presente negli alimenti dipende dalla composizione del suolo.   I livelli di assunzione raccomandata per la popolazione italiana sono all’incirca per gli adulti 55μg di selenio al giorno, ma possono variare per fasce d’età, sesso e in caso gravidanza o allattamento.  

Bibliografia

Hess SY. The impact of common micronutrient deficiencies on iodine and thyroid metabolism: the evidence from human studies. Best Pract Res Clin Endocrinol Metab 2010;24(1):117-32.
Köhrle J. Selenium and the thyroid. Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes 2015;22(5):392-401. Thomson CD, Campbell JM, Miller J, et al. Selenium and iodine supplementation: effect on thyroid function of older New Zealanders. Am J Clin Nutr 2009;90:1038-46. 


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