I flavonoidi: fanno bene o fanno male alla tiroide?

I flavonoidi: fanno bene o fanno male alla tiroide?


24/10/2018

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Gli ormoni tiroidei sono essenziali per il normale sviluppo e la crescita, ma i disturbi della tiroide sono tra le più comuni malattie endocrine. Molti fattori ambientali e nutrizionali sono infatti in grado di interferire con la biosintesi degli ormoni tiroidei, specialmente in condizioni di carenza di iodio.  

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I flavonoidi sono pigmenti vegetali che possono essere ritrovati nel cibo, come nella frutta, i cereali, il vino e il tè. Una normale dieta contiene fino a 2 grammi di flavonoidi al giorno. I flavonoli sono quelli che si trovano in quantità maggiori nei vegetali, tra questi la quercetina e miricetina. Gli agrumi, inoltre, sono ricchi di flavanoni, mentre il sedano possiede grandi quantità di flavoni. La fragola possiede antociani mentre gli alimenti a base di soia sono ricchi di isoflavoni. Il tè verde e il cioccolato sono le fonti più ricche di catechine, altri tipo di flavonoidi.  

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L'attività antinfiammatoria e antiossidante di queste sostanze è ben nota da tempo, ma recentemente i flavonoidi hanno dimostrato avere anche proprietà anticancerogene, antitrombotiche, antiallergiche ed epatoprotettive. Tuttavia, nonostante le caratteristiche apparentemente solo benefiche dei flavonoidi, diversi studi indicano che questi possono interferire con molti sistemi enzimatici, compresi quelli coinvolti nello stato ormonale della tiroide.  

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Infatti, i flavonoidi hanno mostrato importanti effetti antitiroidei, che influenzano la biosintesi, il metabolismo e il trasporto degli ormoni tiroidei. Tuttavia, importanti effetti avversi dei flavonoidi sulla tiroide, come il gozzo, non sono molto frequenti tra i soggetti che consumano alimenti contenenti e ricchi di flavonoidi. Come mai? Probabilmente, rispetto ad altre specie, la biodisponibilità dei flavonoidi – ovvero la capacità di assorbire e metabolizzare queste sostanze – da parte della tiroide umana potrebbe essere limitata, e questo porterebbe anche ad un assorbimento intestinale inferiore.  

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Tuttavia, anche se l'ingestione di flavonoidi presenti nel cibo non sembra produrre effetti rilevanti per la tiroide umana, è importante sottolineare che le erbe medicinali che sono ricche di flavonoidi non dovrebbe essere consumate in dosi elevate, poiché ciò comporterebbe un rischio maggiore di insorgenza di disordini della tiroide. Inoltre, in soggetti in cui sono presenti fattori predisponenti, come la carenza alimentare di iodio, ipotiroidismo subclinico o anticorpi contro le proteine tiroidee, vi potrebbe essere un maggiore effetto deleterio dei flavonoidi sulla funzione tiroidea.  

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Bibliografia

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De Souza Dos Santos MC et al. Impact of flavonoids on thyroid function. Food Chem Toxicol. 2011;49(10):2495-502.


paziente, caregiver, maschio, femmina, ipotiroideo, ipertiroideo, in gravidanza, non in gravidanza, <18, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65+