Tiroide e nitrati: controllo dell’apporto nutrizionale e dei potenziali effetti negativi

Tiroide e nitrati: controllo dell’apporto nutrizionale e dei potenziali effetti negativi


27/07/2018

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I nitrati sono sostanze composte da azoto e ossigeno presenti in natura e sono essenziali per la crescita dei vegetali e per le loro strutture proteiche. L’uomo ha imparato a utilizzare i nitrati come fertilizzanti per incrementare la crescita dei prodotti agricoli. I nitrati sono, infatti, particolarmente presenti nelle aree agricole in cui l'applicazione di questi fertilizzanti azotati ha portato ad un aumento delle loro concentrazioni nell'acqua potabile. Il nitrato viene assorbito dal nostro corpo tramite l'alimentazione poiché si trova in molti ortaggi. I cibi ad alto contenuto di nitrati sono la lattuga, il ravanello, il cavolo rapa, la bietola, il rabarbaro, gli spinaci; mentre si trovano in concentrazione più moderate nella cima di rapa, nel finocchio, nella verza, nel cavolo bianco e nelle zucchine. Inoltre, il nitrato viene utilizzato anche nell’industria alimentare come conservante artificiale e si trova principalmente nelle carni in scatola, nei salumi e nei pesci marinati.  


Quali sono i potenziali effetti negativi dei nitrati sulla tiroide?

Nel corpo umano, il nitrato viene convertito in nitrito principalmente dai batteri della flora orale. Nel nostro stomaco, il nitrito può reagire con alcune sostanze (ammine, ammidi o amminoacidi) per produrre i composti nitrosi, che se presenti ad altissimi livelli possono essere potenzialmente cancerogeni. La vitamina C, che si trova ad elevate concentrazioni sia negli agrumi che nei frutti rossi, ha dimostrato di essere un efficace inibitore della formazione di questi composti cancerogeni (N-nitrosi) e, anche per questo, è un componente essenziale della nostra dieta. Alcuni studi scientifici condotti su popolazioni con sufficiente apporto di iodio hanno fornito dati preliminari sul fatto che l'assunzione di nitrati attraverso l'acqua possa essere associata ad ipotiroidismo subclinico ed ipertrofia (aumento di volume) della tiroide.  Il nitrato, infatti, sarebbe in grado di inibire l'assorbimento di iodio da parte della tiroide, influenzando quindi la produzione di ormoni tiroidei.    


Come possiamo controllare il contenuto dei nitrati nella nostra dieta?

Nonostante questi studi abbiano riportato una certa associazione tra l'ingerimento di nitrati e il peggioramento della funzione tiroidea, non bisogna però allarmarsi poiché nelle acque e nei cibi il contenuto dei nitrati viene controllato e non è tossico. Tuttavia, è consigliabile bere solo acqua potabile e consumare cibi provenienti da filiera controllata. Ricorda che i nitrati sono di per sé innocui, ma possono trasformarsi in composti cancerogeni solo in particolari condizioni, come per esempio dopo lunghi periodi di conservazione o in presenza di temperature elevate.


Bibliografia:

  • Aschebrook-Kilfoy B, Shu XO, Gao YT, et al. Thyroid cancer risk and dietary nitrate and nitrite intake in the Shanghai Women’s Health Study, Int J Cancer. 2013;132(4):897-904.
  • Tajtáková M, Semanová Z, Tomková Z, et al. Increased thyroid volume and frequency of thyroid disorders signs in schoolchildren from nitrate polluted area, Chemosphere 2006;62(4):559–64. 
  • Ward MH, Kilfoy BA, Weyer PJ, et al. Nitrate intake and the risk of thyroid cancer and thyroid disease, Epidemiology 2010;21(3):389-95. 


paziente, maschio, femmina, ipotiroideo, in gravidanza, non in gravidanza, <18, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65+