Selenio: oligoelemento essenziale per la tiroide

Selenio: oligoelemento essenziale per la tiroide


11/04/2018

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I disturbi da carenza di iodio sono ancora prevalenti in molte regioni del mondo, compresi i paesi sviluppati con sistemi sanitari efficienti. Sebbene l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e diversi programmi nazionali abbiano avuto molto successo nell'aumentare la consapevolezza pubblica dell'impatto di un'adeguata assunzione di iodio per lo sviluppo del fisico e del quoziente intellettivo, i disordini da carenza di iodio non sono ancora stati del tutto sradicati. Le evidenze scientifiche suggeriscono che anche con un'adeguata assunzione di iodio, lo sviluppo e la funzione della tiroide potrebbero essere compromessi da carenze concomitanti di altri oligoelementi essenziali necessari per la sintesi, la secrezione e l'azione dell'ormone tiroideo.
Infatti, oltre allo iodio, il selenio, il ferro, lo zinco, il rame e il calcio sono coinvolti nel controllo di questa rete ormonale. Sia l'eccesso sia le carenze di questi oligoelementi alterano la funzione tiroidea, indicando la necessità di mantenere un adeguato equilibrio tramite la dieta o l'integrazione alimentare.
Il selenio, in particolare, è cruciale per la tiroide, in quanto è il distretto umano a maggiore concentrazione di selenio grazie alla presenza delle selenoproteine dove viene incorporato e svolge un ruolo chiave sia nella produzione degli ormoni tiroidei sia come antiossidante.


Dove possiamo trovare il selenio e quali sono le dosi raccomandate
Il selenio è disponibile in natura sotto diverse forme, ma è come "seleniometionina" che è assorbito nell'intestino. Le principali fonti di seleniometionina sono principalmente la frutta, la verdura e i cereali. Invece, il selenio si trova in quasi tutti i cibi (carne, pesce, pasta, riso, pane e cereali) anche se, così come per lo iodio, la quantità di selenio presente negli alimenti dipende dalla composizione del suolo. I livelli di assunzione raccomandata per la popolazione italiana sono all'incirca per gli adulti 55 mg di selenio al giorno, ma possono variare per per fasce d'età, sesso e in caso gravidanza o allattamento.
Alcuni fattori possono modificare la capacità di assorbimento del selenio da parte del nostro organismo, per esempio diversi studi indicano che il fumo di sigarette diminuisce i livelli plasmatici di selenio, così come età e consumo eccessivo di caffè.


I disturbi da carenza di selenio
L'effetto dei livelli di selenio sulla tiroide non sono ancora del tutto chiariti. Quello che si sa è che la carenza di selenio, ove combinata alla carenza di iodio, può indurre allo sviluppo specifiche deficienze fisiche e mentali. Ad oggi, è stato dimostrato che la carenza di selenio:

  • è correlata all'aumento del volume della tiroide e all'insorgenza di noduli tiroidei;
  • aumenta la reazione infiammatoria data da un eventuale eccesso di iodio;
  • promuove la fibrosi della tiroide;
  • altera la risposta immunitaria e lo stato di stress ossidativo.



Bibliografia


paziente, caregiver, maschio, femmina, ipotiroideo, ipertiroideo, in gravidanza, non in gravidanza, <18, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65+