Lo iodio: nutrimento al centro della tiroide

Lo iodio: nutrimento al centro della tiroide


13/04/2018

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Lo iodio è un componente essenziale degli ormoni tiroidei, che sono coinvolti nella regolazione di vari enzimi e processi metabolici. Il nostro organismo però non è in grado di produrlo, quindi va introdotto con la dieta.
La quantità di iodio giornaliera raccomandata è di 150 microgrammi al giorno nell'adulto e di circa 200-300 microgrammi al giorno nelle donne in stato di gravidanza o allattamento, condizioni in cui il fabbisogno di iodio aumenta per garantire il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto.


Lo iodio si trova in vari alimenti, ed in particolare in:

  • Formaggio, latte e yogurt
  • Uova
  • Pesce, alghe e molluschi
  • Fagioli, spinaci, zucchine


Tuttavia, la quantità di iodio assunta con la sola dieta può non essere sufficiente a garantire il funzionamento della tiroide e potrebbe essere necessaria una supplementazione dietetica. Per questo, il programma di legge (legge n.55/2005) in tema di "iodioprofilassi" ha introdotto l'impiego del sale iodato al posto del comune sale da cucina per raggiungere la dose giornaliera raccomandata.
Il contenuto di iodio della maggior parte delle fonti alimentari, infatti, è basso e la maggior parte degli alimenti fornisce circa 3-75 mg per porzione, contenuto che può essere influenzato dal tipo di suolo, dall'irrigazione e dai fertilizzanti. Solo i frutti di mare e alcuni alimenti confezionati/trasformati hanno alte concentrazioni di iodio; i primi perché grazie alla loro capacità di concentrare lo iodio dall'acqua di mare, e i secondi grazie all'aggiunta di sale iodato o additivi che contengono iodio, come iodato di calcio, iodato di potassio e ioduro rameoso.

 

Biodisponibilità dello iodio
In condizioni normali, l'assorbimento di iodio alimentare da parte del nostro corpo è superiore al 90%, mentre la biodisponibilità della tiroxina somministrata per via orale è circa del 75%.
Alcuni alimenti contengono goitrogeni, ovvero nutrienti che interferiscono con la produzione o l'utilizzazione dell'ormone tiroideo. Questi alimenti, che includono la manioca, il miglio e le verdure crocifere (cavolo e broccoli), generalmente non hanno effetti visibili sul metabolismo dello iodio a meno che non vi sia una carenza di iodio coesistente. Anche carenza di vitamina A, selenio o ferro possono esacerbare gli effetti della carenza di iodio. Infine, certe sostanze contengono grandi quantità di iodio che possono interferire con la corretta funzione tiroidea, tra queste alcuni coloranti alimentari, vari farmaci, le pastiglie per la purificazione dell'acqua e i disinfettanti per la pelle e i denti.


I disturbi da carenza di iodio: quali sono
In Europa, dove gran parte dello iodio consumato proviene da sale iodato con ioduro di potassio, i sintomi di carenza di iodio sono rari. Inoltre, in Italia, il Ministero della Salute da diversi anni promuove l'importanza di assumere lo iodio al fine di prevenire i disturbi della tiroide associati alla sua carenza nutrizionale e qui riportati per fascia di età:


Tutte le età:

  • Gozzo
  • Aumento della suscettibilità della ghiandola tiroide alla radioattività
  • Ipotiroidismo


Feto:

  • Aborto
  • Anomalie congenite
  • Mortalità perinatale


Neonato:

  • Mortalità infantile
  • Cretinismo endemico


Bambino e adolescente:

  • Funzione mentale compromessa
  • Sviluppo fisico ritardato


Adulti:

  • Funzione mentale compromessa
  • Produttività di lavoro ridotta
  • Gozzo nodulare tossico
  • Ipertiroidismo

 


Bibliografia

  • Institute of Medicine. Dietary Reference Intakes. Washington: The National Academies Press;2006 and Pennington, J. and Douglass, J. Bowes and Church's Food Values of Portions Commonly Used, 18 E. Lippincott Williams and Wilkins, 2005.
  • Zimmermann MB, Boelaert K. Iodine deficiency and thyroid disorders. Lancet Diabetes Endocrinol. 2015;3(4):286-95.


paziente, caregiver, maschio, femmina, ipotiroideo, in gravidanza, non in gravidanza, <18, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65+